«S’annegò nel mare e morì». Cronache di isolamenti e storie di fughe dall’Isola-penitenziario (1875-1998).

Abstract: Il contributo intende far luce sulle dinamiche delle realtà penitenziarie sparse sul territorio della Sardegna, con particolare attenzione alla vita quotidiana nelle colonie penali. La Sardegna da metà Ottocento, considerate le sue “oggettive” caratteristiche di isolamento dai maggiori centri urbani del Regno d’Italia, diviene un autentico paradigma di “isola-penitenziario”, secondo le parole della storica Franca Mele. L’isolamento geografico, amplificato dalla presenza del mare, medium negativo (tramite il mare si arriva in Sardegna, a scontare la detenzione, il mare impedisce la fuga, etc.) unito all’isolamento fisico e psicologico del detenuto rappresentano un aspetto estremamente interessante dal punto di vista sociale ed antropologico. Il quadro diacronico offre una tracciabilità del fenomeno fin quasi ai giorni nostri.

Nota Bio-bibliografica: Stefano Alberto Tedde (Sassari, 1977) Archivista, ha collaborato al recupero dell’archivio dell’Ex colonia penale di Tramariglio (oggi parco di Porto Conte) e dell’Asinara. Collabora con vari istituti di ricerca e promozione del patrimonio culturale, dedicando particolare attenzione alla storia delle comunità rurali del Nord della Sardegna attraverso pubblicazioni e mostre documentarie. Tra le sue pubblicazioni: Le carte liberate, viaggio negli archivi e nei luoghi delle colonie penali della Sardegna (Carlo Delfino ed., 2016); Un secolo di Bonifica Umana. Colonie penali e miglioramento fondiario nella Nurra di Alghero (1864-1962), (Carlo Delfino ed., 2016); “Ti sbatto in Archivio!”- L’esperienza di riordino dell’archivio della casa di lavoro di Tramariglio, in Salvati con Nome, a cura di S. Buzzelli e M. Verdone (Giappicchelli, 2018). Nel 2014 ha collaborato, assieme a Daria Corrias alla stesura dell’audiodocumentario “Un archivio salvato. Il lavoro dei detenuti a Tramariglio” (Tre Soldi, Rai Radio 3).