Giuliano Volpe e Fabio Pinna
“Archeologia. Storia, metodi, paesaggi e persone: Come leggere nel 2026 gli infiniti micromondi della storia”
Nel suo libro appena uscito, Giuliano Volpe propone una riflessione ampia e aggiornata sull’archeologia come disciplina storica, metodo di ricerca e pratica pubblica. Il volume si rivolge non soltanto agli specialisti del settore, ma anche a studenti, insegnanti, operatori dei beni culturali e a un pubblico più ampio interessato a capire come oggi si costruisce la conoscenza del passato a partire dalle tracce materiali.
Attraverso temi come lo scavo stratigrafico, la lettura dei paesaggi, la classificazione dei reperti, il rapporto con le altre scienze e la dimensione pubblica del patrimonio, il libro offre una sintesi chiara delle trasformazioni dell’archeologia contemporanea. Particolare attenzione è dedicata al ruolo sociale della disciplina e alla necessità di coniugare rigore scientifico, responsabilità istituzionale e capacità di comunicazione.
In dialogo con Fabio Pinna, l’incontro affronterà alcuni nodi centrali del dibattito attuale: il rapporto tra ricerca e società, le forme della divulgazione scientifica, le sfide della gestione del patrimonio e gli usi pubblici – talvolta problematici – del passato. Ne emerge una riflessione sull’archeologia come strumento critico utile non solo agli addetti ai lavori, ma a chiunque sia interessato a comprendere come le società umane si raccontano attraverso le proprie tracce e memorie materiali.
Biografia:
Giuliano Volpe è professore ordinario di Archeologia all’Università di Bari “Aldo Moro”, dove insegna Metodologia della ricerca archeologica e Archeologia pubblica, ed è coordinatore del Dottorato in “Patrimoni archeologici, storici, architettonici e paesaggistici mediterranei”. Laureato a Bari, è dottore di ricerca in Archeologia classica all’Università di Napoli Federico II e in Storia presso la Scuola Superiore di Studi Storici della Repubblica di San Marino.
Ha insegnato all’Università di Foggia, dove è stato presidente del Corso di laurea in Beni culturali, direttore del Dipartimento di Scienze umane e coordinatore di diversi dottorati, master e scuole estive di archeologia. Dal 2008 al 2013 è stato rettore dell’Università di Foggia. È stato inoltre coordinatore della Commissione Biblioteche della CRUI.
È membro del Consiglio di amministrazione e del Collegio dei docenti della Scuola Archeologica Italiana di Atene, dove insegna Metodologia della ricerca archeologica, e del Consiglio di amministrazione dell’Università di Siena. Dirige la rivista L’archeologo subacqueo e diverse collane di archeologia.
Ha diretto numerosi progetti e scavi in Italia e all’estero ed è autore di oltre 600 pubblicazioni. Tra i volumi recenti si segnalano Patrimonio al futuro (2015), Un patrimonio italiano (2016), Il bene nostro (2019), Archeologia pubblica (2020), Passeggiate archeologiche (2022–2023), Vulpis in fundo (2025). Ha appena pubblicato Archeologia. Storia, metodi, paesaggi e persone (Laterza, 2026).
Fabio Pinna è professore associato di Archeologia presso il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni culturali dell’Università degli Studi di Cagliari, dove coordina il corso di laurea in Beni culturali e i corsi magistrali in Archeologia e in Storia dell’arte.
Laureato all’Università di Cagliari, ha conseguito il dottorato di ricerca in Archeologia e antichità postclassiche presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Insegna Archeologia cristiana e medievale, Metodologie della ricerca archeologica, Archeologia tardomedievale e postmedievale, Archeologia pubblica e comunicazione dei beni culturali, oltre ad Archeologia e società contemporanea nella Scuola di specializzazione in Beni archeologici della stessa università.
È membro della Commissione di Ateneo per le politiche per la scienza aperta (Open Science), come referente per i temi della citizen science e del public engagement.
Ha diretto e dirige indagini archeologiche in Sardegna, tra cui il Palazzo di Baldu a Luogosanto, il sito di Santa Mariedda di Antas a Fluminimaggiore e l’area di Capo Sant’Elia a Cagliari.
Il suo corso “Archeologia pubblica per le società contemporanee” è stato appena pubblicato sulla piattaforma Edvance – primo Digital Education Hub per l’istruzione superiore dedicato alla Cultura Digitale Avanzata – realizzato da un consorzio di 16 tra le principali università italiane.
