Sahra Talamo, Andrea Picin

“Coppia aperta, quasi sapiens: Neandertal, Homo sapiens e la commedia dell’incontro”

Coppia aperta, quasi sapiens” racconta il più antico incontro di coppia della nostra storia: quello tra Neandertal e Homo sapiens. Un incontro senza testimoni, senza lettere d’amore, senza messaggi vocali e senza atti notarili. Solo grotte, ossa, strumenti, denti, tracce di fuoco, qualche ornamento e un po’ di DNA rimasto addosso.

Con un titolo che riecheggia il teatro di Dario Fo e Franca Rame, l’incontro affronta una delle relazioni più affascinanti e irrisolte dell’evoluzione umana. Per molto tempo abbiamo raccontato questa storia come una separazione inevitabile: da una parte “noi”, intelligenti, creativi, vincenti; dall’altra “loro”, primitivi, goffi, destinati a uscire di scena. Ma la realtà, come in ogni buona commedia umana, è molto più complicata.

I Neandertal non erano comparse. Erano protagonisti: abitavano l’Europa da centinaia di migliaia di anni, conoscevano i paesaggi, cacciavano, costruivano strumenti, trasmettevano saperi, si adattavano a mondi difficili. Poi arriviamo noi, Homo sapiens. E a quel punto la trama si infittisce.

Si sono incontrati? Si sono evitati? Si sono copiati? Si sono desiderati? Hanno litigato per le stesse prede, gli stessi territori, le stesse grotte? Hanno inventato le stesse cose in modo indipendente o si sono osservati abbastanza da influenzarsi? E soprattutto: perché alla fine sulla scena siamo rimasti soltanto noi?

Attraverso il dialogo tra archeologia, cronologia e studio dell’evoluzione umana, Andrea Picin e Sahra Talamo accompagneranno il pubblico tra grotte, paesaggi, strumenti, cacce, oggetti simbolici, frammenti di ossa e tracce genetiche: indizi concreti di incontri, imitazioni, equivoci e trasformazioni. Da queste tracce emerge un passato antichissimo, ma sorprendentemente familiare, perché parlare di Neandertal e Sapiens significa parlare anche di noi: della nostra capacità di adattarci, cambiare, copiare, inventare, convivere con l’altro e, talvolta, cancellarlo.

Una commedia dell’evoluzione umana, dove il finale lo conosciamo già: siamo rimasti soli. Ma forse non siamo mai stati davvero soltanto noi.

 

Biografia:

Sahra Talamo è Professoressa ordinaria presso il Dipartimento di Chimica “Giacomo Ciamician” dell’Università di Bologna, dove dirige il laboratorio BRAVHO — Bologna Radiocarbon Laboratory devoted to Human Evolution. La sua ricerca si concentra sull’applicazione e lo sviluppo della datazione al radiocarbonio per lo studio dell’evoluzione umana, con particolare attenzione al periodo dell’incontro tra Neandertal e Homo sapiens.

Ha lavorato su alcuni dei siti chiave per la comprensione delle prime presenze di Homo sapiens in Europa e delle ultime popolazioni neandertaliane, contribuendo a ridefinire la cronologia di eventi cruciali della preistoria. Il suo lavoro unisce chimica, archeologia, fisica, paleoambiente e studio dei materiali antichi, con l’obiettivo di rendere il tempo del passato sempre più leggibile.

Attualmente dirige il progetto FIS-2024-02209 STRONG, “Solving the Geochronology of Prehistoric Hunter-Gatherers in Europe by Advancing the Radiocarbon Calibration Curve and Climate Proxies”, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Il progetto studia le popolazioni di cacciatori-raccoglitori europei tra 55.000 e 14.000 anni fa, con l’obiettivo di ricostruire con maggiore precisione i tempi delle loro dispersioni, innovazioni e risposte ai cambiamenti climatici. Attraverso l’integrazione di radiocarbonio, alberi subfossili, isotopi stabili e archivi climatici, STRONG mira a migliorare la curva di calibrazione del radiocarbonio e a fornire nuovi strumenti per interpretare alcuni passaggi cruciali della preistoria europea.

Andrea Picin è Professore associato presso il Dipartimento di Chimica “Giacomo Ciamician” dell’Università di Bologna e archeologo specializzato nello studio del Paleolitico medio e superiore. La sua ricerca si concentra sui gruppi neandertaliani e sui primi gruppi di Homo sapiens in Eurasia, con particolare attenzione alle tecnologie litiche, alla mobilità e ai processi di cambiamento culturale.

Co-dirige scavi archeologici in Spagna e in Polonia e collabora a progetti di ricerca sul Paleolitico medio della Penisola Iberica e dell’Europa orientale. Conduce studi sulle tecnologie litiche dei cacciatori-raccoglitori dal Pleistocene medio all’Olocene, integrando dati archeologici e paleogenetici per ricostruire le dinamiche di ripopolamento dell’Europa centrale a partire dai rifugi glaciali.

Attualmente dirige il progetto FIS-2023-01196-POOL, “Investigating cultural and biological scenarios of late Neanderthals and Homo sapiens in Poland”, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Il progetto è dedicato alla comprensione dei processi ecologici e bioculturali che hanno favorito l’espansione dell’Homo sapiens negli ambienti periglaciali e mira a fare luce sulle sue interazioni con i Neanderthal locali prima della loro estinzione.