Silvia Romani

“Sacralità di sale. Miti e riti di tuffi e abissi”

Per le antiche popolazioni del Mediterraneo, e per i Greci in particolare, il mare è uno spazio di attraversamento sicuro, in contrapposizione con la terraferma. Il mare, la sua superficie e i suoi abissi, sono il paesaggio di un disvelamento profondo, di un’esperienza del sacro che è insieme affascinante e orrifica. La distesa salata e le sue divinità sono fonte di sostentamento, poros, passaggio e contemporaneamente minacciano naufragi e morte certa. In bilico fra gratitudine e paura, si costruisce così un sentimento della sacralità dell’acqua.

 

Biografia:

Silvia Romani è un’antropologa del mondo antico e una studiosa di religioni e mitologia del mondo classico. Dal 2017 è professoressa ordinaria alla Statale di Milano, e insegna sia in ateneo sia in carcere. Dopo Nascite speciali (Ed. Dell’Orso, 2004) ha pubblicato per Einaudi Il mito di Arianna (2014), Una passeggiata nell’Aldilà in compagnia degli antichi (con Tommaso Braccini, 2017) e Saffo. La ragazza di Lesbo (2022). Per Raffaello Cortina Editore, con Giulio Guidorizzi, ha pubblicato In viaggio con gli dèi (2019), Il mare degli dèi (2021), La Sicilia degli dèi (2022); per il Mulino, Omero. Delle armi e del vero amore (2024) e il saggio di accompagnamento a La morte negli occhi di J.-P. Vernant (2023). Spesso ospite di trasmissioni televisive e radiofoniche, è impegnata nel racconto dell’antichità in una prospettiva contemporanea, con un interesse particolare per il mondo femminile

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