Valerio Calzolaio

Isole Carcere – Geografia e storia

Un’isola non è, per natura, una prigione. Sopravvivere e riprodursi in un ecosistema circondato da acqua o in un ecosistema sulla terraferma è diverso per ogni animale, ma gli adattamenti biologici e le migrazioni hanno reso il pianeta ricco di biodiversità, coevoluto attraverso il contributo di innumerevoli forme di vita e specie. Le isole, in particolare, hanno determinato originali selezioni di specie e, tuttavia, nel lungo corso dell’evoluzione umana, non hanno costituito ecosistemi a sé stanti né per il genere Homo né per la specie Homo sapiens.
Le culture umane hanno manifestato la capacità di imitare il contesto ambientale, di “usare” la specifica barriera intorno a ogni isola anche per isolarsi o per isolare propri simili, facendo diventare nel secondo caso l’isola un luogo di detenzione per altri, una prigione, un carcere. Questo uso rompe la discontinuità propria dell’isolamento geografico e, per altri versi, la raddoppia, la determina per chi ci va o vi viene lasciato. Ecco i fenomeni dell’isolazionismo e dell’uso penale della condizione d’isolamento su isole: il doppio isolamento. Ogni umano è diventato doppiamente isolabile dagli altri! L’isola è un ecosistema di isolamento genetico ed evoluzionistico divenuto, per umana attività, anche isolamento detentivo, civile e sociale.
Isolare o isolarsi è muoversi per staccare o staccarsi dal contesto precedente. Una certa capacità di movimento, più o meno consapevole, di camminare, nuotare, navigare, volare, e poi sopravvivere in un ecosistema diverso, di trasportare o essere trasportati, di fuggire o deportare caratterizza differenti gradi della capacità di migrare, anche nelle e dalle isole.

 

Valerio Calzolaio: giornalista, dopo la laurea ha proseguito nell’attività di ricerca, ottenendo due borse di studio di storia costituzionale in Francia (Parigi, 1982) e in Inghilterra (Exeter, 1984). È stato professore a contratto di Diritto Costituzionale all’Università di Macerata e deputato italiano per 4 legislature. Ha ricoperto la carica di sottosegretario al Ministero dell’Ambiente nei governi Prodi, D’Alema, Amato e consulente ONU, del segretariato della Convenzione per la lotta alla siccità e alla desertificazione (UNCCD) nel 2002 e dal 2006 al 2009.
Scrittore e saggista, ha collaborato con numerosi quotidiani nazionali. Ha curato l’edizione di alcuni volumi collettanei; ha scritto libri su vari argomenti storici e ambientali. Ha anche pubblicato alcuni saggi scientifici di materia costituzionalistica, articoli e saggi di natura culturale.
Recentemente, dal 2010 ha pubblicato vari volumi di storia politica, scienza delle migrazioni, di storia delle isole e di critica letteraria.
È componente della giuria del Premio Scerbanenco dal 2000 e nell’autunno 2022 gli è stato assegnato il Franco Cuomo International Award, premio Sezione Saggistica 2022 per l’”impegno ambientale, in particolare sul tema dei cambiamenti climatici e migrazioni”.