Massimo Gasole

Occhi che sentono, orecchie che vedono

In un’epoca satura di informazioni audio visive, dove l’uso degli strumenti tecnologici multimediali quali telefonini, macchine fotografiche, telecamere occupa in maniera ossessiva e indiscriminata una grande percentuale della vita delle persone portando, per effetto contrario, all’addormentamento dei sensi principali quali vista e udito, è necessario fare dei passi indietro, ripartire da zero. Ristabilire un contato sensoriale analogico con il mondo che ci circonda, re-imparare a guardarlo, osservarlo, sentirlo e ascoltarlo con attenzione e fantasia, senza filtri, senza strumenti che “aumentano” la realtà portando a una iperstimolazione sensoriale.
Da qui nasce l’idea del laboratorio “Occhi che sentono, orecchie che vedono”: un percorso esplorativo, indirizzato ai bambini dai 7 ai 12 anni che ha come fine unico sensibilizzare appunto all’ascolto e all’osservazione del mondo circostante.
Il laboratorio è concepito come un piccolo viaggio, una passeggiata dove a guidarci sono principalmente i sensi della vista e dell’udito.
Come accadeva in antichità nei viaggi esplorativi nei quali i grandi esploratori venivano spesso accompagnati da artisti che dipingevano ciò che osservavano così da potere studiare, catalogare e tenerne memoria delle nuove scoperte, allo stesso modo i partecipanti, verranno muniti di un diario di bordo personalizzato nel quale annotare le esperienze sensoriali in forme diverse come il disegno, la scrittura, il collage…

 

Massimo Gasole è laureato in Musica e Nuove tecnologie al Conservatorio di Cagliari. Ha conseguito un master in Produzione Audio-Video alla scuola APM di Saluzzo in Piemonte. Ha lavorato come montatore e copywriter televisivo presso l’agenzia di comunicazione Snatch di Milano. Nel 2009 fonda la casa di produzione indipendente Illador Films con la quale realizza documentari, video istituzionali e promozionali, trailer di spettacoli, videoclip musicali…
Nel 2011, per seguire le orme lasciate dal regista Wim Wenders con il film “Lisbon Story” si trasferisce a Lisbona prendendo la strada della libera professione. Un anno e mezzo dopo gli propongo di produrre un documentario in Perù. Si tratterrà in sud America per 9 mesi alla ricerca di nuove storie.
Attualmente risiede a Cagliari dove collabora con associazioni e scuole per trasferire il suo sapere e la sua passione creativa attraverso laboratori didattici, interattivi, che hanno il gioco alla base della pedagogia di “insegnamento”.