Enrico Giannichedda

Le storie, più delle cose, sono meravigliose

L’archeologia è, come ben sappiamo, la disciplina del ricostruire storie a partire da reperti di qualsiasi natura. Una volta ricostruite con il miglior metodo possibile, le storie degli antichi vanno, però, raccontate e questo può essere fatto in molti modi. Fra questi accenneremo a due esperienze concretizzatesi in un romanzo giallo e in un libro inchiesta. Nel primo si affronta il tema dell’interpretazione del passato; nel secondo il caso irrisolto della sparizione di un tesoro e si vedrà che – quando si ha a che fare con archeologi e tombaroli, burocrati e giornalisti, trafficanti e poliziotti – la realtà spesso supera di gran lunga la fantasia.

 

Enrico Giannichedda è un archeologo indipendente. Membro dell’Istituto di Storia della Cultura Materiale di Genova, si occupa prevalentemente di metodologia della ricerca, archeologia della produzione, archeologia teorica. Ha condotto ricerche in varie regioni italiane e, come docente a contratto, insegna discipline archeologiche all’Università Cattolica di Milano.
Fra i suoi lavori a stampa, Archeologia della produzione, insieme a Tiziano Mannoni (Torino 1996, ma anche Barcellona 2004), Uomini e cose Appunti di archeologia (Bari 2006), Archeologia teorica (Roma 2016), Quasi giallo. Romanzo di archeologia (Bari 2018), Fulmini e spazzatura. Classificare in archeologia (Bari 2021), Il tesoro di Dorak. Archeo inchiesta (Bari 2023).